Idee & notizie

di Matteo Costa*

Spesso si sostiene che chi governa debba avere la capacità di guardare al lungo termine, così da avere una chiara visione delle azioni da intraprendere oggi, che facciano avvicinare agli obiettivi di domani.

Al di là del colore dei vari governi italiani, a cominciare da quello attuale, sembra però che questa capacità sia stata accuratamente ignorata dalla nostra politica, almeno da quella degli ultimi 20 anni.

Né del resto sembra che l’orizzonte temporale del governo attuale vada al di là delle prossime elezioni europee.

Un governo competente e previdente, si dovrebbe chiedere cosa farà l’Italia tra due anni. Perché due? Perché tra due anni (24 mesi) le discariche italiane saranno totalmente piene (leggi qui)

Riusciamo a immaginarne gli effetti catastrofici? I costi esorbitanti per gestirne l’emergenza?

Un governo previdente e capace dovrebbe chiedersi se sia meglio iniziare oggi a costruire nuove discariche, così da usare il nostro meraviglioso territorio per nascondere nuovi rifiuti in attesa che anche quelle nuove si saturino, o se invece convenga iniziare anche e soprattutto a dichiarare guerra alla spazzatura, guerra che l’Europa ha iniziato bandendo la plastica monouso entro il 2021. Un po’ poco, vero, ma a Milano si dice che “Piuttosto che niente è meglio piuttosto”.

Il nostro Paese, ad esempio, non ha fatto proprio nulla. Non ha nemmeno in programma di aprire nuove discariche.

L’Italia, con +Europa al governo, potrebbe spingere l’Europa a fare di +. Potrebbe addirittura adottare misure ancor + severe sulla gestione dell’immondizia, imporre una raccolta differenziata sempre + spinta (allargandola a oli esausti, pile, materiale elettrico…), anticipare l’abbandono della plastica monouso, destinare risorse allo sviluppo della plastica biodegradabile, che oltre che non inquinare produce pure occupazione. Potrebbe destinare + risorse allo sviluppo dell’economia circolare, alla ricerca scientifica in questo senso e destinare +risorse all’istruzione e all’educazione civica e ambientale nelle scuole di ogni livello.

Peccato che i partiti al governo dimostrino di detestare lo sviluppo e preferiscano invece fissare la loro attenzione, e di conseguenza quella del paese, alle elezioni del 26 maggio, nella speranza di governare per altri due anni e trovarsi ad affrontare (anche) il problema delle discariche solo quando verrà.

Nel frattempo sono impegnatissimi a distribuire regalie elettorali o concentrarsi su problemi ricercatamente aggravati per distrarre l’opinione pubblica dalla propria incapacità di guardare oltre il 26 maggio. Quindi, anziché formare gli insegnanti all’educazione civica e ambientale, preferiscono formare i navigator. Che avranno un meraviglioso lavoro per due anni perché poi, alla scadenza del loro inutile contratto clientelare che li renderà nuovamente disoccupati, vivranno pure, assieme a tutti noi,  nell’immondizia.

Considerando che 3 italiani su 4 dichiarano di avere a cuore il problema dell’ambiente (leggi) sarebbe opportuno che qualche politico lungimirante e con ambizioni da statista, iniziasse a porre il problema e proporre soluzioni.

 

Matteo Costa, laureatosi in Economia e commercio all'Università Bocconi di Milano, lavora per Intesa SanPaolo, monitorando la gestione della tesoreria di alcune banche estere del gruppo.

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