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Scherzi da Conte

di Matteo Costa*

Di recente e solo perché spinto dalla dura realtà dei fatti, l’esimio prof. e primo ministro Giuseppe Conte ha ammesso che scherzava quando, a febbraio, sosteneva che il 2019 sarebbe stato un anno bellissimo.

Pare che tutti i pensionati a cui è stata diminuita la pensione stiano ancora ridendo, così come ridono di gusto per la simpatica battuta le scuole, a cui sono stati sottratti 4 miliardi di finanziamento in 3 anni. Al nostro governo evidentemente non interessa governare sul popolo più ignorante in Europa, anzi, sembra lavorare per consolidare questo triste primato.

Rideranno ancor più gli infortunati sul lavoro, che vedranno drasticamente ridursi i rimborsi spettanti, grazie al taglio di 400 milioni del contributo all’Inail.

Se fossimo in una scena de “Il Marchese del Grillo”, o di “Amici miei”, l’umorismo sarebbe non solo giustificato, ma anche condivisibile. Invece si tratta di vita vera e si tratta di manovre che, nel baratro in cui il nostro governo ha lanciato il nostro paese, unico in Europa ad essere in recessione, sottraggono risorse proprio alla crescita per destinarle a manovre assistenziali che, nella migliore delle ipotesi, produrranno una crescita di molto inferiore al loro costo.

Questo lo ammette anche il governo, mettendolo nero su bianco nel DEF. La spesa pubblica aumenta di 51 Miliardi (invece che ridursi, come sempre promesso) di cui 8,5 miliardi (in più rispetto agli attuali 74,2) serviranno per pagare gli interessi (ammesso che lo spread non aumenti!). Spesa che è seconda solo a quella per le pensioni, che da 85 Miliardi diventano 89. I sussidi sociali (grazie a RdC e quota 100) passano da 40 a 42 Miliardi. Inutile ricordare che si tratta di spese improduttive, ovvero che non generano ricchezza. Per gl’investimenti in ricerca e sviluppo invece il governo stanzia appena 19,6 Miliardi, invece che 25, perché l’obiettivo del DEF è la decrescita felice. Dove la decrescita riguarda gli italiani e l’aggettivo “felice” riguarda invece i soli membri del governo, che da bibitari o da ultras da stadio, sono divenuti all’improvviso ricchissimi.

Ricchissimi e avvezzi allo scherzo. Sulla nostra pelle.

 

*Matteo Costa, laureatosi in Economia e commercio all'Università Bocconi di Milano, lavora per Intesa SanPaolo, monitorando la gestione della tesoreria di alcune banche estere del gruppo.

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