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SOS per Torino, Italia

SOS per Torino, Italia

di Matteo Costa*

E’ notizia fresca che Torino abbia perso il salone dell’Auto, a vantaggio di Milano e mi vengono in mente un pensiero positivo, collegato alla mia milanesità viscerale, e uno negativo, collegato alla mia italianità genetica.

Sono felice per Milano, che con la sua giunta capace, con l’operatività dei privati e con la cooperazione dei due settori, oltre alle Olimpiadi invernali, ha portato sotto il proprio mantello anche il salone dell’auto, così da accelerare la crescita in termini di abitanti, ricchezza generata, servizi offerti e vivibilità che la sta contraddistinguendo sempre di più. Inutile dire che tutto ciò, rende fieri i milanesi.

Mi spiace e davvero molto, per Torino, città fraterna e meravigliosa il cui peccato originario è stato votare un sindaco e una giunta espressione del populismo più becero, di odiatori urlanti nei social, di ignoranti convinti di possedere la verità dopo averla letta sul sacro blog, avversi a qualsiasi innovazione perché foriera di soldi, che credono sempre di altri, e incapaci di vedere e capire che è compito della politica ridistribuire la ricchezza.

Compito delle amministrazioni comunali dovrebbe essere amministrare bene e bisogna saperlo fare. Nel votare il M5S, troppi torinesi se ne sono scordati e ora ne pagano le conseguenze sempre di più. Rinunciare alle Olimpiadi, e perdere il prestigiosissimo Salone dell’Auto, vuol dire aver perso centinaia di migliaia di turisti, italiani ma soprattutto stranieri, che avrebbero portato alla città, ma anche all’Italia, soldi. Avrebbero speso per dormire, per spostarsi, per nutrirsi e per divertirsi. Ma soprattutto avrebbero potuto portare a casa i loro ricordi e condividendoli coi loro amici, invogliarli ad andare a visitare la magnifica Torino, per godere dei suoi bicerin, del suo cioccolato, per ammirare Venaria, per godere del Museo Egizio, per godersi i suoi caffè, i suoi negozi e i suoi ristoranti. Come è successo a Milano con l’Expò.

Compito delle imprese è creare ricchezza, innovazione, progresso (e la politica dovrebbe assicurarsi che sia sostenibile) e se le si osteggia in continuazione e su tutto, come fanno i 5S con la TAV a Torino, ma con qualsiasi progetto di innovazione in generale, ci si può spartire solo la povertà. In realtà neppure quella, da ché è stata abolita dal governo del cambiamento.

Allora adeguiamoci, chiamiamola miseria: a Torino, aspettando la decisione sulla TAV, si sta imparando a condividere la miseria. Auguriamoci che da Torino questa attitudine non si diffonda anche a tutto il resto del paese.

 

*Matteo Costa, laureatosi in Economia e commercio all'Università Bocconi di Milano, lavora per Intesa SanPaolo, monitorando la gestione della tesoreria di alcune banche estere del gruppo.

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