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Diviner (= rabdomante in inglese)

Il ministro del lavoro ci ha regalato oggi l'ennesima perla: il navigator per assistere chi cerca lavoro.

Dato che le agenzie di collocamento sono altamente insufficienti e disorganizzate ed è impensabile riorganizzarle in tempo e rifinanziarle adeguatamente, il ministro del lavoro pensa di fornire ai disoccupati nostrani una persona (sarebbe interessante sapere quanti navigator sarebbero necessari e quali competenze dovrebbero avere) che funga da bacchetta da rabdomante per trovare non l'acqua, ma il lavoro. Un esperto in grado di fornirti la preparazione necessaria per lavorare, indipendentemente da quello che sai fare e dai lavori richiesti. Un esperto che ti sappia indicare chi offe il lavoro (appunto, chi?) adatto a te. Insomma, un vero e prorpio tuttologo. Una bacchetta da rabdomante specializzata.

Qualcuno dovrebbe far presente a Luigi Di Maio che il lavoro presenta una differenza sostanziale con l'acqua: la prima esiste in natura, spesso nascosta sotto terra e piace a tutti, il secondo in natura non esiste: lo crea l'uomo e lo sceglie sulla base delle proprie capacità e competenze. Se il lavoro non c'è, è più utile una bacchetta da rabdomante che, se funzionasse oggi, porterebbe ad espatriare, o è più utile investire per creare un ambiente socio economico che consenta di creare occasioni di lavoro e/o che spinga ad aver bisogno del lavoro altrui per continuare a operare e crescere?

Sentendo queste uscite dai nostri politici, mi vengono in mente i ciarlatani che si approfittano dei disperati per vendere loro pozioni miracolose.

Anzichè inventarsi un uomo/strumento a metà tra la magia e la tecnologia, spacciandolo come fosse un deus ex machina che risolve d'improvviso il tuo problema, sarebbe molto meglio spendere soldi, ad esempio, per promuovere in modo intelligente il nostro turismo. Per riorganizzare, uniformare e controllare regolarmente su base nazionale il sistema di rating dei nostri alberghi, per addestrare personale in modo adeguato, per manutenere, gestire e promuovere al meglio le nostre città, il nostro ambiente e le nostre risorse culturali, che attraggono turisti e soldi.

Non esiste al mondo persona che non conosca l'Italia per i suoi monumenti, le sue bellezze naturali, il suo cibo e la sua cultura. Ignorare e non sfruttare adeguatamente un patrimonio simile, investendo in esso anzichè in fantomatiche bacchette da rabdomante, è un errore che non ci possiamo permettere.

 

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